È tutto pronto per la 50esima Settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Trieste dal 3 al 7 lulgio. A margine della conferenza stampa del pomeriggio del 2 il vescovo Enrico Trevisi, che guida la diocesi friulana, ha voluto sottolineare che questi giorni saranno l’occasione per porre uno «sguardo globale su ciò che sta ferendo l’umanità intera attraverso un dialogo concreto con le persone in carne ed ossa». Giorni in cui, sono ancora parole del vescovo, la Chiesa la Chiesa, come è nel suo stile, darà «attenzione alle persone, a partire da quelle più fragili». Le Giornate, dedicate al tema «Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro», saranno aperte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Diverse le piazze tematiche che affronteranno l’argomento da vari punti di vista: tutela dell’ambiente, famiglia, giovani, intelligenza artificiale… Il villaggio delle buone pratiche, invece, presenterà progetti e idee che stanno funzionando per uno sviluppo sostenibile e un maggiore partecipazione e attenzione agli ultimi. «Non possiamo essere distratti riguardo alle sofferenze di chi abbiamo accanto», ha aggiunto monsignor Trevisi, «vogliamo riscoprire un mondo più bello, quello che Dio ci affida. E lo vogliamo fare con tutti, senza entrare in contrapposizioni sterili che tante volte sanno di ideologia invece che guardare alle persone, ai loro problemi, alle loro ferite e cercare un nostro stile di cristiani e di Chiesa».
A concludere la Settimana, domenica sette arriverà papa Francesco. È previsto l’inocntro con due piccole sorelline fuggite da Gaza, la piccola Maya, che in realtà è nata a Trieste il primo maggio scorso, praticamente appena arrivata in città, e la sua sorellina di quattro anni, affetta da una gravissima patologia. Le sorelline e la mamma sono state accolte e curate all’ ospedale pediatrico Burlo Garofolo. Ad accompagnare le due bambine e la loro madre – che aveva tenuta nascosta la gravidanza – saranno volontari della Comunità di Sant’Egidio. Papa Francesco inconterà anche in forma privata anche 50 tra docenti e studenti dell’Università di Trieste (che celebra i cento anni), i rappresentanti di tutte le confessioni di Trieste, 50 migranti e 50 disabili.